lunedì 30 giugno 2008

Vittima sacrificale

E così la Spagna si è laureata Campione d'Europa di calcio. Ora sarà tutto un susseguirsi di elogi per i nostri cugini latini e un continuo citare il loro sorpasso, a livello economico prima e calcistico poi, ai danni di noi poveri italiani. Ma non è della sfida tra noi e la Spagna, in qualunque campo essa sia, che voglio parlare stasera. Bensì del nostro, ormai ex, ct della nazionale Roberto Donadoni. Si è detto di tutto su questo allenatore, e nulla di positivo. E allora provo io a risollevare un po' la fama di questo tanto bistrattato giovane allenatore. Donadoni è stato una vittima sacrificale dal giorno in cui è stato scelto per seguire le orme di Lippi alla guida della nazionale italiana. Appena fu scelto tutti rimasero sbigottiti (io compreso, ndY), in quanto troppo giovane e soprattutto senza nessuna esperienza con grandi squadre di Club alle spalle. L'amicizia con Albertini sembrava essere, e forse lo era, l'unica spiegazione plausibile per la sua chiamata. Eviterò di ricordare tutta l'avventura azzura di Donadoni, perchè sarebbe, pur nella sua brevità, troppo lungo e noioso. Mi limito a citare qualche dato. Il tanto vituperato Donadoni è stato il primo, e unico, a riuscire nell'impresa dei far qualificare l'Italia alle fasi finali degli europei nell'edizione che seguiva una nostra vittoria mondiale. E non è tutto, se andiamo a confrontare le ultime fasi finali degli europei, dall'84 ad oggi per intenderci, possiamo notare come mostri sacri come Giovanni Trapattoni e Arrigo Sacchi siano stati eliminati al primo turno della fase finale e che Azeglio Vicini ed Enzo Bearzot non siano neppure arrivati alle fasi finali (rispettivamente nel 92 e nell'84, ndY). Meglio è andata a Zoff, finale nel 2000, e Vicini stesso che arrivò alle semifinali nell'88. Senza contare che, per quanto abbia commesso degli errori e che non è che abbiamo brillato nel gioco, siamo l'unica squadra che non ha perso contro la Spagna campione d'Europa. Come mai nessuno dice queste cose? Semplice, perchè Donadoni, sin dalla sua chiamata è stato inviso alla grande stampa sportiva. Troppo giovane, troppo inesperto, raccomandato, sostituto di un CT che aveva appena vinto i mondiali e che tanti, tra giornalisti e tifosi, non avrebbero voluto veder lasciare la panchina azzurra. Ora dunque, Lippi torna da dove aveva lasciato, trionfante, con una squadra in discreta salute e una disfatta, che in realtà disfatta non è stata, da recuperare. Io, personalmente, avrei per lo meno concesso l'onore delle armi ad un uomo, che pur nei suoi molti errori (Toni sostituirlo no eh???!!!) ha portato una nazionale orfana di gente come Totti e Nesta a giocarsi l'ingresso alle semifinali contro i futuri campioni d'Europa.
Ma, conoscendo la stampa italiana, probabilmente non gli avrebbero riconosciuto dei meriti neanche se li avesse vinti, gli europei.

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