Oggi in pausa pranzo a lavoro, come sono solito fare, ho visionato il nuovo post del guru di noi alternativi. Di coloro che credono di saperla più lunga del resto del paese e del mondo. Di coloro che, probabilmente, si fanno solo prendere in giro da gente diversa dai soliti quattro fantocci che chiamiamo politici. Beh, per farla breve, sono entrato nel blog di Beppe Grillo. Ma non è il suo post la cosa di cui volevo parlarvi, bensì del video che lo anticipava.
Il fermo immagine del video di Youtube vedeva un Giovanni Falcone sorridente, probabilmente in una delle sue ultime apparizioni in tv. Decido di visionare il filmato, e mi ritrovo davanti ad un uomo che in mezzo minuto riesce a farmi emozionare, che con quei suoi occhi lucidi carichi di fatalità, della consapevolezza di un destino che, di lì a poco, sarebbe arrivato a bussare alla sua porta, è riuscito ad entrare nel mio cuore, a farsi volere bene insomma.
L'intervistatore gli domanda se abbia mai pensato di abbandonare la lotta che lo aveva portato a dover vivere consapevole che qualcuno, un giorno, lo avrebbe ucciso. La sua risposta è stato un "No" deciso, ma al tempo stesso gentile, senza ombra di dubbio sincero.
Il giorno che lo fecero saltare in aria io avevo 13 anni, e non sapevo neanche chi fosse quest'uomo a cui, 16 anni dopo, avrei dedicato un pensiero.
Non potendo farcelo dimenticare, troppo fresca la ferita della sua morte, stanno cercando di traviarne il ricordo, alcuni accostandosi in modo indegno al suo nome, altri attribuendogli cose mai dette.
Resterà comunque, in eterno una differenza tra lui e i quattro miserabili che ne sfruttano la memoria.
Lui, con quegli occhi lucidi, non era il fantoccio di nessuno.
lunedì 25 agosto 2008
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